28 dicembre, 2017

INTERVISTA» "DOVREMMO VIVERE CON GRATITUDINE"

Da due settimane Anastacia si trova a Los Angeles, dove il 18 dicembre ha effettuato un piccolo intervento per definire e migliorare la mobilità dovuta alla doppia mastectomia e dove adesso si sta riposando. Nella prima settimana di ottobre, invece, durante la sua permanenza in Svizzera, la cantante ha rilasciato diverse interviste, tra cui quella al noto quadrimestrale Sette, appena uscito. Di seguito trovate la nostra traduzione:

Le canzoni del tuo settimo album «Evolution» hanno titoli come «Boxer», «Nobody Loves Me Better», «Pain» o «Not Coming Down». Raccontano la tua evoluzione come donna. Quando ti guardi indietro, come è cambiata la tua vita negli ultimi 10 anni? 
Oh mio Dio, la mia vita di donna è cambiata molto a causa del mio cancro. Nel corso degli anni ho dovuto ritrovarmi di nuovo. Dopo il mio grande intervento chirurgico nel 2013, ho prodotto l'album "Resurrection", ma all'epoca non ero affatto serena riguardo la mia malattia e su me stessa come donna. Con Evolution adesso sono io. Ho imparato ad essere positiva riguardo il mio cancro e scegliere di vedere la luce al posto dell'ombra. Arrendersi è fuori questione per me.

Presto avrai 50 anni ed hai un aspetto fantastico. Cosa significa per te l'età?
Per me l'età significa prima di tutto saggezza. A differenza del passato, oggi mi sento molto più felice, più sicura di me e più a mio agio. Quando ero una ragazza non ero sicura, non avevo fiducia e non ero mai soddisfatta del mio aspetto. Mi confrontavo costantemente con le altre donne ed ero gelosa del loro aspetto. Mi sono liberata da questo stress.


Restiamo sull'aspetto - quando guardi le vecchie foto, cosa ne pensi? 
All'età di 12 anni, mi è stato diagnosticato il morbo di Crohn. Non ne ho mai parlato, ma questa malattia intestinale ha influito molto sulla mia vita. Ero molto magra, ma dato che ho un corpo naturalmente muscoloso, mi sono sempre vista in forma senza dover andare in palestra.

Tornando alla musica, le tue canzoni sarebbero le stesse se non avessi avuti questa particolare biografia? 
Sì, penso di sì, perché vedo la mia vita normale o pazzesca come quella degli altri. Nessuno vive solo sul lato splendente, le fasi difficili le attraversiamo tutti. La musica è un elemento di collegamento, nelle mie canzoni tutti possono ritrovarsi.

Chi ti ha sostenuta in questi momenti difficili?
Molti. Prima di tutto la mia famiglia, ma anche i veri amici che non si sono allontanati da me. E, ultimi ma non meno importanti, i miei fan, che sono rimasti con me e hanno pazientemente atteso il mio ritorno. Per inciso, non li chiamo fan, ma Fanily, in riferimento alla famiglia.
I social media hanno cambiato il mondo, senza Instagram, YouTube, Twitter o Snapchat non procede nulla nel mondo dello spettacolo. Come gestisci i social media?
All'inizio ho avuto un momento difficile. Ho iniziato con un account Twitter, ma ad essere sinceri è stato il mio junior manager ad impostare i tweet per me. Nel frattempo, sono diventata abbastanza pratica nell'aggiornare i miei canali social da sola. Uso le piattaforme principalmente per divertimento e non per cambiare il mondo. Tuttavia, nel nostro paese (USA) accadono cose che non posso accettare. Penso in particolare al nostro attuale presidente. Ad esempio, sfrutto la mia voce per i diritti delle donne, degli omosessuali, dei musulmani e di tutte le altre persone che si sentono oppresse o discriminate. In realtà, gli Stati Uniti rappresentano la pace e la libertà e non l'isolamento e la discriminazione. Questo dovrebbe valere per ogni Paese, dopo tutto, viviamo tutti sulla stessa terra e nessuno deve preoccuparsi di dove è nato, quale colore della pelle o che nazionalità ha. In tutte queste questioni, e lo dico francamente, Donald Trump non è il mio presidente.

In Evolution hai scritto una canzone intitolata «Why»...
È una canzone sullo stato di una società piena di paura e tristezza, in cui i bambini soffrono e i giovani disillusi non riescono a vedere un futuro roseo. Questo comporta la domanda: perché? Perché non lo cambiamo? Perché stiamo cercando di risolvere problemi e conflitti con la guerra piuttosto che parlandone? Perché non accettiamo che siamo tutti diversi? Non volendo cambiarsi a vicenda, ma imparando a gestire l'essere diversi, apprezzando ciò che hai e che è importante. La vita può cambiare completamente da un secondo al successivo a causa di un colpo di fortuna. Dovremmo esserne consapevoli e vivere di conseguenza con gratitudine.

La rivista in tedesco è acquistabile sulla home page del sito settehautestyle.com.

Lorenzo